Copione 8 · alla porta e al telefono
Le truffe agli anziani.
Non è una questione di lucidità. Questi copioni non attaccano il ragionamento: attaccano l’amore per un figlio e il rispetto per una divisa, che sono due cose che non si perdono con l’età e che nessuno vorrebbe perdere.
Questa pagina è fatta per essere letta in due, oppure stampata e lasciata vicino al telefono.
«Suo figlio ha avuto un incidente e serve subito del denaro.»
«Mandiamo un incaricato a ritirare i contanti o i preziosi.»
«Non ne parli con nessuno, nemmeno con i suoi familiari.»
Chiunque pronunci una di queste frasi sta mentendo, senza eccezioni. Non serve capire altro: si riattacca, o non si apre.
Il finto maresciallo e il finto avvocato
È il copione che produce i danni più gravi, perché porta via contanti e oro di una vita in un’ora.
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La telefonata
Una voce agitata che dice di essere il figlio o il nipote — piange, ha la voce alterata, «mamma ho avuto un incidente». Poi passa subito il telefono a un uomo calmo che si presenta come maresciallo dei Carabinieri o avvocato.
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La cauzione
Serve una somma immediata per evitare l’arresto, o per risarcire la controparte, o per il ricovero della persona investita. Tra i tremila e i quindicimila euro, «anche in oro, se non ha contanti in casa».
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Il divieto di riattaccare
«Resti in linea, la pratica è aperta.» Serve a impedire l’unica cosa che smonterebbe tutto: chiamare il figlio.
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L’incaricato che passa a casa
Arriva entro pochi minuti, perché è già in zona: giovane, educato, in giacca, a volte con un tesserino. Ritira e sparisce.
In Italia nessuna cauzione si paga a casa e nessuna somma viene mai chiesta per liberare una persona fermata. Carabinieri, Polizia, tribunali e avvocati non mandano nessuno a ritirare denaro o gioielli, in nessun caso. Un avvocato vero non telefona alla madre del suo assistito per farsi consegnare contanti da un corriere.
Il finto tecnico alla porta
Si presenta come tecnico del gas, dell’acqua, della luce, dell’ascensore, del Comune, dell’azienda sanitaria. Ha una scusa che richiede di entrare: una perdita nel palazzo, un controllo alle tubature, la sostituzione del contatore, una verifica sulle banconote false consegnate in zona.
Una volta dentro, il copione è sempre lo stesso: convince la persona a mettere denaro e gioielli «al sicuro» in un sacchetto o in frigorifero, distrae, sostituisce. Spesso sono in due, e uno tiene occupata la conversazione mentre l’altro gira per le stanze.
Alla porta
- Non aprire a nessuno che non hai chiamato tu.
- Parlare attraverso la porta chiusa, o con la catenella.
- Chiamare l’ente al numero stampato sulla bolletta — mai a un numero dato da chi è sulla porta.
- Chiedere di tornare quando c’è un familiare, o farsi accompagnare da un vicino.
- Se insiste o si innervosisce, chiamare il 112 mentre è ancora lì.
Da non fare mai
- Fidarsi del tesserino: si stampano in cinque minuti.
- Far entrare qualcuno per una verifica non concordata prima.
- Prendere in mano denaro o gioielli davanti a un estraneo, per nessun motivo.
- Firmare qualcosa sull’uscio di casa.
- Consegnare la carta o il PIN a chiunque si presenti a ritirarli.
Le altre versioni in circolazione
- Il pacco da pagare per un familiare. Un finto postino chiede una somma in contanti per una spedizione destinata al figlio o al nipote, che ovviamente non ha ordinato nulla.
- Il contratto sull’uscio. Un incaricato di luce o gas fa firmare una nuova fornitura «solo per aggiornare i dati». Si firma solo dopo aver letto con calma e con qualcuno accanto; per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali la legge riconosce comunque un periodo per ripensarci.
- Il finto incaricato della banca che passa a ritirare la carta «da distruggere», con il PIN in una busta. Nessuna banca lo fa mai.
- Il messaggio del nipote su WhatsApp da un numero nuovo: stessa struttura, canale diverso. La pagina dedicata.
La difesa che funziona davvero è familiare
Le regole tecniche servono poco quando qualcuno piange al telefono dicendo di essere tuo figlio. Quello che funziona sono due accordi presi prima, a mente fredda.
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La parola d’ordine di famiglia
Una parola qualunque, decisa a voce tra pochi, mai scritta in nessuna chat. Chi chiede soldi con urgenza la sa. Chi non la sa non è di famiglia — e vale anche se la voce sembra identica, perché oggi le voci si imitano.
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Il patto: «chiamami sempre»
Va detto esplicitamente ai propri genitori: «se ti chiedono soldi, chiamami sempre, a qualunque ora, anche di notte, anche se poi non era niente, anche se ti hanno detto di non farlo». Molte truffe riescono perché la persona anziana non voleva disturbare.
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Il numero grande vicino al telefono
Un foglio con il numero dei figli e il 112, dove si vede senza occhiali. Sembra poco: è la differenza tra riattaccare e restare in linea.
Chiamare il 112 subito, anche se sono passati pochi minuti: chi ritira in casa si muove a piedi o in auto nella stessa zona, e in alcuni casi viene fermato. Non riordinare e non lavare niente. Annotare tutto quello che si ricorda — l’ora, la voce, l’aspetto, l’auto — finché è fresco.
E poi denunciare, sempre. Molte di queste truffe non risultano nelle statistiche solo per la vergogna di chi le ha subite, che è esattamente ciò su cui contano.
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Dove si segnala
Questo sito non raccoglie segnalazioni, non risponde a messaggi e non ha moduli di contatto. Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca.
Fonti
- Arma dei Carabinieri — campagne di prevenzione delle truffe agli anziani.
- Polizia di Stato — avvisi al pubblico sui finti incaricati e sulle truffe in abitazione.
- D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo) — diritto di recesso nei contratti conclusi fuori dai locali commerciali.
- Numero unico di emergenza europeo 112.
Verificato il 19 agosto 2026