Copione 7 · pop-up e assistenza
Finto supporto tecnico.
Lo schermo si blocca, parte un suono d’allarme, compare un avviso che dice di non spegnere il computer e di chiamare subito un numero. Non è successo niente: è una pagina web a tutto schermo, e l’unico danno possibile comincia se chiami quel numero.
Le due porte
- Il pop-up. Arriva da una pubblicità o da un sito qualunque. Riproduce l’aspetto di un avviso di sistema, a volte con la voce sintetica, a volte impedendo di chiudere la finestra. È tutto contenuto dentro il browser, e non ha nessun accesso al computer.
- La telefonata a freddo. Qualcuno chiama, spesso in inglese o in italiano incerto, e dice di essere dell’assistenza di una grande società informatica o del tuo operatore telefonico: «abbiamo rilevato attività anomala dal suo indirizzo». Nessuna azienda al mondo telefona ai propri utenti perché ha visto un virus sul loro computer. Non sanno chi sei, e non hanno modo di saperlo.
Chiudi la scheda. Se non si chiude, chiudi tutto il browser dal gestore attività, oppure riavvia il computer: alla riapertura, se il browser propone di ripristinare le schede precedenti, rifiuta. Su telefono, chiudi l’app del browser dalla lista delle applicazioni aperte.
Nessun file è stato toccato. Non serve nessun antivirus nuovo, non serve nessuna licenza, non serve nessuna assistenza.
Il vero obiettivo: farti installare l’accesso remoto
Tutta la telefonata serve a una sola cosa: convincerti a scaricare un programma di assistenza remota. Sono programmi legittimi, usati ogni giorno dai tecnici veri — ed è precisamente questo che li rende utili al truffatore, perché nessun antivirus li blocca.
Dal momento in cui digiti il codice di sessione che ti dettano al telefono, chi c’è dall’altra parte vede il tuo schermo, muove il mouse, apre l’home banking, legge i codici che arrivano. Non deve più ingannarti: gli hai dato le chiavi.
Lo spettacolo delle prove
Mentre sei collegato, ti mostrano cose che sembrano gravissime e sono del tutto normali. Sapere in anticipo quali sono toglie loro ogni effetto.
- Il registro eventi pieno di righe rosse di errore: ce l’hanno tutti i computer del mondo, da sempre.
- L’elenco delle connessioni aperte, presentato come «ecco gli hacker collegati adesso»: sono il browser, il servizio di posta e gli aggiornamenti.
- Il numero di serie della macchina, letto come se fosse una prova di identificazione da parte loro.
- Una finestra nera con testo che scorre, che non significa niente ma fa molta impressione.
Come finisce
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La licenza di sicurezza
Qualche centinaio di euro per un pacchetto di protezione pluriennale, da pagare subito con carta o con carte regalo. Il pacchetto non esiste.
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Il rimborso sbagliato
È la variante più costosa. Ti dicono che l’azienda chiude e ti deve rimborsare, ti fanno accedere all’home banking mentre sono collegati, e ti mostrano un accredito di cinquemila euro invece di cinquecento: «mi licenzieranno, la prego, mi restituisca la differenza».
L’accredito non esiste. O hanno modificato ciò che vedi sullo schermo, o hanno spostato dei soldi da un tuo conto a un altro. Tu invece restituisci denaro vero, in carte regalo o in criptovalute.
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Il conto svuotato in silenzio
Nella versione senza teatro, dopo la sessione non succede niente per giorni. Poi partono i bonifici, autorizzati con i codici letti in diretta mentre eri collegato.
Scollega subito il dispositivo dalla rete — cavo staccato o wi-fi spento — prima di qualunque altra cosa. Poi, da un altro dispositivo, cambia le password cominciando dall’email, e chiama la banca per bloccare l’operatività a distanza.
Disinstalla il programma di assistenza remota, e considera che su un computer conviene un ripristino completo più che una pulizia: non puoi sapere che cos’altro sia stato installato mentre guardavi il mouse muoversi da solo.
Il resto della procedura è qui: i soldi sono già partiti.
L’assistenza tecnica si chiama, non chiama: il numero si prende dal sito ufficiale del produttore o dal contratto, mai da un avviso comparso sullo schermo.
Un programma di accesso remoto si installa solo quando sei tu ad aver cercato quel tecnico, e mai perché te lo chiede chi ti ha contattato.
Continua
Dove si segnala
Questo sito non raccoglie segnalazioni, non risponde a messaggi e non ha moduli di contatto. Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca.
Fonti
- Polizia di Stato — Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, avvisi sulle truffe del finto supporto tecnico.
- Microsoft — comunicazioni ufficiali: l’azienda non invia messaggi di errore con numeri di telefono da chiamare.
- D.lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 — operazioni di pagamento non autorizzate.
Verificato il 19 agosto 2026