Copione 46 · lusinga

«Abbiamo letto il suo libro e lo abbiamo scelto per il nostro club. La quota è di 195 euro.»

L’email è cortese e precisa. Cita il titolo del tuo libro, ne loda la costruzione dei personaggi o il ritmo, con dettagli che sembrano venire da una lettura vera. È firmata da una persona che esiste, con il nome di un’associazione che esiste, e ti annuncia che il libro è stato selezionato: un club di lettura lo discuterà, un podcast ne parlerà, la rete di lettori lo recensirà. Serve solo una quota di partecipazione. Non c’è paura, non c’è un guadagno promesso: c’è la cosa che ogni autore, ogni artista, ogni professionista aspetta da anni, qualcuno che finalmente si sia accorto di lui. È una leva a sé, e ha un copione suo.

La leva che non è paura e non è avidità

La lusinga è la leva più elegante di tutte, perché non chiede alla vittima di credere a una minaccia o a un guadagno impossibile. Chiede di credere a una cosa che desidera già: di essere stata notata per merito. Chi si autopubblica su Amazon, chi ha stampato un libro con un piccolo editore e ha venduto duecento copie, chi espone in una galleria di provincia, chi ha un’azienda che nessun giornale ha mai citato, vive in attesa di quel messaggio. Quando arriva, la prima reazione non è il sospetto: è il sollievo.

Il caso raccontato da un giornalista de La Vanguardia nel settembre 2026 mostra il copione con tutti i pezzi. Le email arrivavano a nome di un’associazione letteraria di Madrid che organizza club di lettura, con la firma della «direttrice» — una persona reale, con il nome preso dal sito e dalla pagina Meetup dell’associazione — e offrivano lettura, discussione e promozione del libro per cifre fra i 40 e i 300 euro. Il fondatore dell’associazione, interpellato, ha risposto in una frase: «È una truffa, noi non facciamo pagare per promuovere i libri». A un secondo mittente, che non aveva nessuna associazione vera dietro, il giornalista ha chiesto una prova di esistenza: gli è arrivato un profilo su Goodreads con 24 membri, tutti iscritti lo stesso giorno, tre settimane prima. La quota, 159 dollari, andava versata su un conto austriaco intestato a una persona di cui in rete non c’è traccia.

La versione grande dello stesso copione promette Hollywood: un piano di «amplificazione» dell’opera, contatti con produttori, i diritti cinematografici. Per quelle gestioni immaginarie, secondo un’inchiesta del Guardian del marzo 2026, le vittime hanno pagato fra i 5.000 e i 20.000 dollari; e nel 2025 l’FBI ha arrestato tre persone per una frode da 38 milioni ai danni di oltre 800 autori anziani, con la promessa di accordi cinematografici.

Il copione, mossa per mossa

  1. Il contatto

    Un’email non richiesta. Ti hanno trovato dove ti trovano tutti: la pagina del libro su Amazon, il profilo su una piattaforma di lettori, il sito della galleria, l’albo professionale, l’elenco dei vincitori di un concorso vero. Il testo è generato in serie, ma su misura: l’intelligenza artificiale legge la scheda del libro e scrive l’elogio con i dettagli giusti. Il mittente porta il nome di un’organizzazione reale, di un club, di un podcast, di una radio pubblica.

  2. Il pretesto

    Una selezione. Sei stato scelto per un programma, un club, un premio, una rassegna, una collaborazione. Non è una pubblicità: è un riconoscimento, e i posti sono limitati.

  3. La leva: il riconoscimento

    L’elogio dettagliato è la prova che qualcuno ha letto davvero, e la selezione è la prova che valeva la pena. Chi ha aspettato anni non chiede chi paga: chiede quando si comincia.

  4. L’isolamento

    Non serve tenerti al telefono: basta la riservatezza naturale di chi ha appena ricevuto un onore e non vuole sembrare ingenuo chiedendo in giro se è vero. E se chiedi una prova, la prova arriva: il profilo con i membri, le recensioni, il sito. Tutto creato la settimana prima.

  5. Il canale

    Una «quota di partecipazione», una «tassa di lettura», le «spese di produzione» del podcast, il «pacchetto professionale» per il produttore. Bonifico su un conto estero intestato a una persona — il «contabile» — o un servizio di pagamento elettronico, o PayPal. Poi, se paghi, la quota successiva: la traduzione, la copertina nuova, la scheda per Hollywood.

Lo dice così

«Abbiamo letto il suo romanzo e ci ha colpito il modo in cui costruisce i personaggi secondari.»

«È stato selezionato per il programma di letture di ottobre del nostro club. I posti sono otto.»

«La quota di partecipazione è di 159 dollari e copre la moderazione e la diffusione sui nostri canali.»

«Il pagamento va al nostro contabile: le mando le coordinate.»

«Un produttore ha chiesto una scheda professionale della sua opera. Il costo della scheda è di 5.000 dollari, rimborsati alla firma del contratto.»

La regola, e non ha eccezioni

Chi ti ha selezionato non ti chiede soldi. Un club di lettura, un podcast, un premio, un festival, una galleria, un produttore che vogliono la tua opera ti pagano, o non ti costano nulla. Se la «selezione» ha una quota, non è una selezione: è una vendita, e il prodotto sei tu. Questo non rende illegale vendere servizi a un autore — esistono editori, agenzie e promotori che si fanno pagare alla luce del sole — ma chi vende dice che vende, con un prezzo prima e senza il teatro della scelta meritocratica.

L’elogio dettagliato non prova una lettura. Lo scrive una macchina, dalla scheda pubblica del libro, in mille copie diverse al giorno. E il nome di un’organizzazione vera nella firma non prova che scriva lei: l’organizzazione la contatti tu, dal suo sito, e le chiedi se ti ha scritto. Di solito risponde in un’ora, e la risposta è quella del fondatore di Madrid.

Perché funziona su persone che non cascherebbero in nient’altro

Perché non chiede niente di strano. Non ti chiede di leggere un codice, di installare un programma, di andare in tabaccheria. Ti chiede di pagare una quota per un servizio culturale, con un bonifico, come si fa per un corso o un abbonamento. La cifra è modesta, il tono è professionale, la richiesta è coerente con l’ambiente: nel mondo editoriale e artistico pagare per essere letti, esposti o promossi non è inaudito, ed è proprio in quella zona grigia che il copione si mimetizza. La differenza non è nella quota. È nella finta selezione che la precede.

Lo stesso schema, con le parole cambiate, arriva alle aziende («la sua impresa è stata selezionata per il premio eccellenza: la targa e la cerimonia costano...»), ai professionisti («è stato inserito nell’elenco dei migliori del suo settore: per la pubblicazione della scheda...»), agli artisti («la galleria ha scelto la sua opera per la mostra internazionale: le spese di allestimento sono...»). La domanda che smonta tutti è una: chi paga chi? Se paghi tu per essere premiato, il premio è la ricevuta.

Se hai già pagato

Chiama la banca e chiedi il richiamo del bonifico dichiarando che è stato ottenuto con l’inganno, poi mettilo per iscritto; con PayPal e i servizi di pagamento apri subito una contestazione. Conserva le email complete, con le intestazioni: sono la prova di chi ha scritto davvero. Denuncia alla Polizia di Stato.

Avvisa l’organizzazione di cui hanno usato il nome: spesso lo sa già e ha un avviso sul sito, e la tua segnalazione le serve a chiedere la chiusura dei profili falsi. E aspettati la seconda email: chi ha pagato una volta è in un elenco di persone che pagano, e la prossima offerta sarà più grande.

Dove le case editrici vere lo dicono da sole

I grandi editori hanno pagine dedicate alle offerte fatte a loro nome che non vengono da loro, con indirizzi a cui scrivere per verificare; le associazioni di autori pubblicano guide su queste truffe da anni, e negli Stati Uniti esiste da decenni un servizio di allerta gestito dagli scrittori stessi. Il segnale è chiaro: se l’editoria ha dovuto attrezzarsi, non è un fenomeno raro. Un’offerta che arriva a nome di un editore o di un’associazione si verifica su quelle pagine, scrivendo tu, e non rispondendo all’email.

Dove si segnala

Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca. Questo sito non raccoglie segnalazioni di truffe subite e non risponde a richieste di assistenza.

Dove e come segnalare →

Fonti

Verificato il 19 settembre 2026