Copione 5 · pubblicità e piattaforme
Investimenti, trading e criptovalute.
Il problema non è mai depositare. Depositare funziona sempre, subito, con assistenza gentile. Il problema è prelevare — e lo scopri quando hai versato tutto.
Le tre porte d’ingresso
- La pubblicità sui social. Un articolo che sembra di una testata vera, con un volto noto — un conduttore, un imprenditore, un banchiere centrale — che racconta di un metodo scoperto per caso. Nessuna di quelle persone ha mai detto niente del genere: l’immagine è presa dalla rete e il testo è generato.
- La telefonata di un consulente. Ti chiama qualcuno che sa già che ti interessa il tema, perché hai lasciato un contatto su una pagina che prometteva una guida gratuita. È cordiale, competente, richiama con puntualità.
- La persona conosciuta in chat. Un amico nuovo, o qualcuno che ti corteggia da settimane: le truffe sentimentali confluiscono quasi tutte qui.
Il meccanismo, sempre identico
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Il primo versamento è piccolo
Duecento o duecentocinquanta euro, «giusto per vedere come funziona». È una soglia studiata: bassa abbastanza da non chiedere consiglio a nessuno.
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Il cruscotto mostra guadagni immediati
Grafici, posizioni aperte, un rendimento che sale ogni giorno. Non c’è nessun mercato dietro: è una pagina web, e i numeri li scrive chi la gestisce.
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Il primo prelievo riesce davvero
È il passaggio centrale di tutta la truffa. Ritiri cento o duecento euro e arrivano sul conto in poche ore. Quei soldi non sono un guadagno: sono la spesa pubblicitaria del truffatore, e comprano la tua fiducia a un prezzo bassissimo.
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Arriva la pressione a versare molto
Un’occasione a tempo, un bonus che raddoppia il capitale, una posizione da chiudere entro sera. Qui compaiono i risparmi, i prestiti, a volte l’ipoteca sulla casa.
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Il muro
Chiedi di prelevare tutto e si scopre che prima bisogna pagare qualcosa: una tassa sui profitti, una commissione di conversione, un deposito antiriciclaggio, il passaggio a un conto superiore, un’assicurazione sul trasferimento. Ogni pagamento ne fa comparire un altro. Non finisce: è progettato per non finire.
Nessun intermediario legittimo al mondo ti chiede di pagare per prelevare i tuoi soldi. Tasse e commissioni, quando esistono, si trattengono dall’importo: non si versano dall’esterno. Se ti viene chiesto di aggiungere denaro per poterne ritirare, la risposta è già completa, e ogni euro in più è perso in partenza.
La verifica che dura due minuti
In Italia raccogliere denaro dal pubblico e offrire servizi di investimento è riservato a soggetti autorizzati e iscritti in albi pubblici, consultabili gratuitamente da chiunque.
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Cerca il nome esatto negli albi
Consob per le imprese di investimento e per i consulenti finanziari; Banca d’Italia per banche, intermediari e istituti di pagamento; IVASS per le imprese assicurative. Se il nome non c’è, non può operare, e non serve altro.
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Controlla l’elenco dei siti oscurati
Consob pubblica gli ordini di oscuramento dei siti che offrono servizi finanziari senza autorizzazione, e li aggiorna di continuo. Molte piattaforme che girano in questi mesi sono già lì dentro, spesso sotto nomi quasi identici a quelli di operatori veri.
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Diffida delle prove documentali che ti mostrano loro
Una «licenza» inviata come immagine, un numero di registrazione, la sede a Londra o a Dubai: si inventano o si copiano. L’unica verifica che conta è quella che fai tu partendo dal sito dell’autorità, non da un documento che ti hanno mandato.
Le frasi che chiudono la conversazione
«Il rendimento è garantito.»
«È un’operazione senza rischi.»
«Solo per oggi, poi la finestra si chiude.»
«Le aggiungo un bonus del cinquanta per cento sul deposito.»
«Mi dia l’accesso al suo computer, faccio io i passaggi per lei.»
«Non ne parli con la sua banca, non capirebbero questo tipo di prodotto.»
L’ultima merita una riga in più: quando qualcuno ti spiega perché non devi parlarne con la tua banca, con il tuo commercialista o con tua figlia, sta eseguendo la quarta mossa del copione — l’isolamento — e non ha nessun’altra ragione per dirtelo.
Le criptovalute
Non sono una truffa in sé, ma sono lo strumento preferito perché uniscono tre proprietà che nessun altro canale ha insieme: il trasferimento è definitivo, il destinatario non è identificato, e non esiste nessuna autorità che possa annullarlo.
- Nessuno può revocare una transazione. Chi ti promette il contrario ti sta truffando una seconda volta.
- Diffida dei bancomat per criptovalute usati su indicazione telefonica: è un canale ricorrente nelle truffe al telefono, proprio perché il denaro esce in contanti e sparisce.
- Chi ti chiede la frase di recupero del portafoglio ti sta svuotando il portafoglio. Quella frase è il portafoglio: non si condivide con nessuno, per nessun motivo, nemmeno con l’assistenza.
Settimane o mesi dopo ti contatta uno studio legale internazionale, un’associazione di tutela, un investigatore specializzato in recupero fondi, a volte una finta autorità che dice di aver sequestrato i beni e di doverti restituire il maltolto previo pagamento di una pratica.
Non esiste nessun soggetto privato che recupera fondi da truffe finanziarie a fronte di un anticipo. Chi ti scrive sa quanto hai perso perché quella lista l’ha comprata, o perché l’ha scritta lui.
Continua
Dove si segnala
Questo sito non raccoglie segnalazioni, non risponde a messaggi e non ha moduli di contatto. Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca.
Fonti
- Consob — albo delle imprese di investimento, elenco dei consulenti finanziari, avvertenze al pubblico e ordini di oscuramento dei siti abusivi.
- Banca d’Italia — albi e elenchi degli intermediari vigilati.
- IVASS — elenco delle imprese di assicurazione autorizzate.
- D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico della finanza) — riserva di attività per i servizi di investimento.
Verificato il 19 agosto 2026