Copione 12 · offerte di lavoro

Il finto lavoro e i task da completare.

Un messaggio da un numero sconosciuto offre un lavoro da casa: poche ore, nessuna esperienza, pagamento giornaliero. Non è un annuncio scritto male da un truffatore distratto: è un sistema che ti paga davvero, all’inizio, e che incassa solo alla fine.

Perché funziona: i primi soldi arrivano

La differenza fra questo copione e tutti gli altri sta qui. Nelle prime ore ti viene chiesto di svolgere compiti banali — mettere like, ordinare prodotti in una vetrina, lasciare valutazioni — e il compenso compare su un cruscotto interno. Poi chiedi il primo prelievo, e il prelievo arriva davvero sul tuo conto. Venti euro, forse cinquanta.

Quel pagamento non è un errore del truffatore: è il suo investimento. Ha appena comprato, per cinquanta euro, la tua convinzione che il sistema paghi. Tutto quello che viene dopo si regge su quella prova.

Il copione, mossa per mossa

  1. Il contatto

    Un messaggio su WhatsApp o Telegram da un numero straniero, oppure un annuncio su un social. Chi scrive si presenta come selezionatore di un’agenzia di marketing e cita spesso il nome di una società vera, senza averci nulla a che fare.

  2. Il pretesto: il lavoro esiste

    «Ottimizzazione prodotti», «valutazione app», «recensioni per il posizionamento». E' un mestiere plausibile, noioso e mal pagato quanto basta per non insospettire: nessuno promette di diventare ricco, promettono ottanta euro al giorno.

  3. La leva: la prova

    Il primo prelievo riuscito. E' l’unico momento in cui esce denaro vero dalla parte del truffatore, ed è ciò che rende accettabile la richiesta successiva: per accedere ai task che rendono di più serve un saldo minimo sul tuo profilo, e quel saldo lo devi versare tu.

  4. L’isolamento: il gruppo

    Vieni aggiunto a un gruppo con decine di colleghi che pubblicano schermate dei propri guadagni e si congratulano a vicenda. Sono tutti dalla stessa parte. Il gruppo serve a fare due cose: rendere normale il versamento e rendere te l’unico che non ha ancora capito come funziona.

  5. Il canale irreversibile

    Le ricariche si fanno in criptovaluta, o con bonifici verso conti che cambiano ogni settimana. Il cruscotto intanto mostra un saldo che cresce: quel numero è scritto su una pagina che controllano loro. Quando chiedi di prelevare tutto, compare una tassa, poi un’imposta, poi un errore di conformità che si sblocca con un altro versamento.

Lo dice così

«Buongiorno, sono Giulia della risorse umane. Ha ancora interesse per la posizione part-time da remoto?»

«Complimenti, ha completato la serie. Il suo saldo è di 340 EUR.»

«Per sbloccare i task della fascia successiva il conto deve avere un deposito minimo.»

«Il prelievo è in elaborazione. Manca solo il pagamento dell’imposta del 5%.»

La regola che vale per tutte le varianti

Un lavoro paga te. Nel momento in cui, per lavorare, devi versare denaro a chi ti ha assunto — deposito, ricarica, corso obbligatorio, materiale, pratica per il visto — non stai lavorando: stai comprando qualcosa, e quel qualcosa non esiste.

Non c’è nessuna eccezione da valutare caso per caso. La direzione del denaro è l’intero test.

La variante peggiore: il lavoro sei tu

Esiste una versione in cui non ti viene chiesto nessun versamento, e proprio per questo sembra la più sicura. Il compito consiste nel ricevere somme sul tuo conto e rigirarle altrove — su un altro conto, in criptovaluta, in contanti — trattenendo una percentuale. Viene presentata come gestione pagamenti, agente di riscossione, assistente finanziario.

Quel denaro proviene da altre truffe. Chi lo fa transitare sul proprio conto compie materialmente un’operazione di riciclaggio, e la posizione non è quella della vittima: il conto viene bloccato, le somme sequestrate, e la persona finisce indagata. La buona fede si può sostenere, ma va sostenuta in un procedimento penale, dopo.

Se hai già fatto transitare denaro

Interrompi subito ogni operazione e non restituire nulla a chi te lo ha chiesto: un ulteriore trasferimento peggiora la posizione invece di sistemarla.

Conserva tutto — conversazioni, istruzioni ricevute, movimenti — e rivolgiti alla tua banca e alle forze dell’ordine prima che siano loro a cercare te. Presentarsi spontaneamente, con la documentazione in mano, è l’unica mossa che distingue chi è stato usato da chi ha partecipato.

Se hai già versato per sbloccare i prelievi

Non versare l’ultima somma richiesta. La tassa, l’imposta, la commissione di sblocco: sono la stessa mossa ripetuta finché regge, e non esiste un versamento finale che chiude la sequenza.

Se hai pagato in criptovaluta il denaro non torna indietro. Se hai pagato con bonifico, chiama la banca nell’immediato e chiedi il richiamo: conta la velocità. Poi denuncia, allegando l’indirizzo del portafoglio o l’IBAN e l’intera conversazione.

Il resto della procedura è qui: i soldi sono già partiti.

Dove si segnala

Questo sito non raccoglie segnalazioni, non risponde a messaggi e non ha moduli di contatto. Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca.

Dove e come segnalare →

Fonti

Verificato il 25 agosto 2026