Copione 10 · avvisi di pagamento
Finte multe e finti avvisi pagoPA.
Arriva un SMS: c’è una sanzione a tuo carico, l’importo è basso, e scade oggi. Il messaggio ha il tono di un ufficio e non di un venditore, ed è proprio questo che lo rende efficace. Ma una multa vera non nasce mai da un link.
Come si notifica davvero un verbale
Una sanzione stradale non contestata immediatamente sul posto viene notificata per iscritto, con atto giudiziario o raccomandata, oppure per via digitale a chi ha eletto un domicilio digitale. Il verbale che ti arriva contiene sempre gli stessi elementi: l’organo accertatore, il numero del verbale, data, ora e luogo esatti della violazione, la norma contestata, l’importo e i modi per pagare o per fare ricorso.
Nessuno di quegli elementi può stare dentro un SMS di due righe. Un messaggio che ti annuncia una multa senza dirti quando e dove l’avresti presa non è una notifica: è un’esca che sta cercando di scoprire se guidi.
Che cos’è davvero pagoPA
pagoPA non è un ente che ti manda soldi da chiedere o multe da riscuotere: è il sistema attraverso cui le pubbliche amministrazioni fanno incassare i propri avvisi. La conseguenza pratica è importante: ogni avviso vero ha un codice avviso di diciotto cifre e il codice fiscale dell’ente creditore, e quel codice può essere inserito a mano nell’app della tua banca o nell’app pubblica dei servizi, senza toccare nessun link.
E' questa la scappatoia che rende il copione fragile. Se l’avviso è vero, il codice funziona ovunque lo digiti. Se è falso, il codice non esiste, e a quel punto l’unico modo per farti pagare è che tu segua il link del messaggio.
Il copione, mossa per mossa
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Il contatto
SMS, sempre più spesso email, a volte un foglietto sotto il tergicristallo con un QR. Il mittente è un nome, non un numero: molti telefoni raggruppano i messaggi per nome, e il messaggio falso finisce dentro la conversazione di quelli veri del Comune o della banca.
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Il pretesto
Una sanzione, un bollo scaduto, un avviso di pagamento della ASL, una tassa rifiuti. Sono importi piccoli e credibili, fra i trenta e i duecento euro: nessuno fa un ricorso per quaranta euro, si paga e si chiude.
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La leva: lo sconto che scade
Qui il copione usa una regola vera. Per le sanzioni stradali la legge prevede davvero una riduzione del trenta per cento se si paga entro cinque giorni, e il truffatore la cita correttamente: è il dettaglio esatto che convince il lettore che il messaggio arrivi da un ufficio.
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L’isolamento: le ore, non i giorni
«Scade oggi.» Il termine breve impedisce la sola verifica che smonterebbe tutto, cioè cercare il verbale nel proprio archivio o telefonare al comando di polizia locale il giorno dopo.
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Il canale irreversibile
La pagina di pagamento chiede i dati della carta, e spesso subito dopo il codice che ti arriva per confermare. Con carta e codice in mano l’operazione non è una truffa che tu subisci: è un pagamento che tu autorizzi, ed è molto più difficile da contestare.
«Sanzione amministrativa a suo carico. Importo ridotto di 42,80 EUR entro oggi, poi 61,20 EUR.»
«Ultimo avviso prima dell’iscrizione a ruolo.»
«Per evitare maggiorazioni e il fermo amministrativo, regolarizzi entro 24 ore.»
Non aprire il link. Prendi il codice avviso, se c’è, e digitalo nell’app della tua banca o nell’app pubblica dei servizi: se l’avviso esiste, comparirà con l’importo e il nome dell’ente. Se non esiste, hai finito.
Se il messaggio non contiene nessun codice avviso ma solo un link, è già deciso: non è una notifica.
Per una sanzione stradale, il riscontro definitivo si chiede al comando di polizia locale del Comune indicato, con il numero di targa. Il numero di telefono si prende dal sito del Comune, mai dal messaggio.
I segnali che restano sempre
- Manca il fatto. Data, ora, via, articolo violato: una notifica vera li contiene tutti, un SMS non ne contiene nessuno.
- L’importo è comodo. Piccolo abbastanza da non meritare una verifica, grande abbastanza da valere l’invio di un milione di messaggi.
- Il link non è dell’ente. Il dominio vero di un Comune o di un’amministrazione finisce per gov.it o è il sito ufficiale dell’ente; tutto il resto, per quanto ben scritto, non lo è.
- Ti chiede la carta. Un avviso pubblico si paga con il codice, dal canale che scegli tu. Se il percorso obbliga a inserire il numero della carta dentro la pagina raggiunta dal messaggio, il percorso è il problema.
Chiama subito la banca e chiedi il blocco della carta e lo storno dell’operazione. Il fatto che tu abbia inserito i dati non chiude ogni possibilità: un pagamento con carta può essere contestato al circuito, e prima lo si fa, più spesso funziona.
Se hai anche comunicato il codice di conferma ricevuto per messaggio, considera compromesso l’accesso al conto: cambia le credenziali dell’home banking da un altro dispositivo e chiedi il blocco dell’operatività a distanza.
Il resto della procedura, in ordine, è qui: i soldi sono già partiti.
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Dove si segnala
Questo sito non raccoglie segnalazioni, non risponde a messaggi e non ha moduli di contatto. Le truffe si denunciano alla Polizia di Stato; le operazioni non autorizzate si contestano per iscritto alla propria banca.
Fonti
- Codice della Strada, art. 201 — notificazione delle violazioni.
- Codice della Strada, art. 202 — pagamento in misura ridotta entro cinque giorni.
- D.lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 — operazioni di pagamento non autorizzate.
- Polizia di Stato — Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, avvisi sullo smishing.
Verificato il 25 agosto 2026